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Non so se tu mi abbia amato: io ti amavo
e questo era tutto, ed era abbastanza, e quei giorni
erano per me la prospettiva più dolce.
Ti ho amata con le ore e i sogni,
e ho cantato di te, e sei passata, ed è arrivato aprile
e per mezzo tuo ho conosciuto lo stupore della mia carne.
sì, ti ho amata, lento e sordo,
nel modo in cui le cose appassite si amano,
nel modo in cui si impara la lingua dell’assenza.
JOAN FUSTER, Spagna (1922-1992)
Traduzione di Luca Benassi



