I ricordi non appartengono a nessuno
I ricordi non appartengono a nessuno
Per M. P.
Un’amica gli aveva raccontato
quando era entrata in chiesa la bara della sorella
e “in quell’istante esatto” un raggio di sole
dal cielo (era primavera?) finallora annuvolato
aveva spaccato la navata in due.
Ieri (dopo un trascorso d’anni), in altro luogo e altra città
questo gli è ribalzato nella mente quando
la chiesa illuminata (candele, lampadari, sole estivo)
si è invece oscurata d’un tratto a mezzogiorno
─ passaggio d’una nuvola ─
“proprio nel momento” quando il dischetto biancastro
veniva elevato sopra il calice e verso la cupola.
E dove finirà tra pochi giorni, questo ricordo?
Nella regione intermedia e comune
da qualche parte nel mondo
dove le anime lasciano i loro scarti;
ma ogni tanto, pentite,
fanno per qualche attimo ritorno.
Paolo Valesio, Italia (1939)



