Racconto di una moglie fedele
RACCONTO DI UNA MOGLIE FEDELE
Quando sei volata verso una terra lontana di montagne blu,
non piansi a dirotto come fanno le mogli fedeli,
non mi abbandonai a una solitudine estrema piena di fantasmi,
perchè il profumo del tuo corpo era ancora accanto a me.
Nel nostro nido e sulla cima del maggiociondolo,
ero ancora in attesa dei piccoli morsi d’amore
che avresti potuto darmi.
Immerso nella luce del mattino, inizio la giornata,
sfogliando le pagine dei libri sacri; tutto va bene.
A pranzo la quotidiana attesa degli amici,
Nei pigri pomeriggi, i pensieri disegnano un intreccio di luci ed ombra.
Quando le stelle sono vicine, chi potrebbe litigare con la luna?
Come riuscire ad essere tristi?
Le nuvole mi insegnano a volare.
Ma quella notte quando la risata del vento entrò nella mia stanza
spegnendo le candele,
nelle preghiere della sera compresi,
lontano da me, le costole del mio amore
si spezzavano senza misericordia.
Quella notte arrivò la prima pioggia dell’anno
e da quel giorno, la pioggia cade
per scrivere un intero libro di sincero dolore.
La bellezza è di poco conforto, il cuore desolato,
La cima del maggiociondolo è ora la mia pira ardente.
Tamali Neogi, India
Traduzione Luca Benassi



